Migliorare l’aderenza terapeutica del paziente cronico: i programmi di supporto

L’aspettativa di vita nel nostro paese cresce sempre di più e questo salto straordinario è avvenuto soprattutto nell’ultimo mezzo secolo. Oggi, uomini e donne vivono in media fino a 82,4 anni, secondo gli ultimi dati dell’Istat. I progressi della scienza e della medicina hanno ridotto le cause più frequenti di decesso nell’infanzia e nei primi anni di vita, ossia la mortalità perinatale e le infezioni. Anche la migliore disponibilità alimentare, la vita meno faticosa, le cure accessibili per tutti hanno gettato le basi per una vita più lunga e più libera da eventi acuti.

 

Questi traguardi hanno avuto in alcuni casi un rovescio della medaglia, anche a causa dell’allungamento della vita media e di uno stile di vita che ha assunto talvolta delle pieghe scorrette. Così dall’alimentazione si è passati all’ipernutrizione, dalla minore fatica quotidiana alla sedentarietà, senza perdere le abitudini nocive al fumo e all’assunzione di alcolici: tutti fattori che contribuiscono alla comparsa di disturbi cardiovascolari, diabete, tumori, malattie respiratorie. Sono le malattie croniche, che non portano al decesso ma che costringono a trascorrere anni tra terapie farmacologiche e visite mediche.

 

Fanno parte di questo gruppo le patologie neurodegenerative, dal decadimento cognitivo alla malattia di Alzheimer al Parkinson, ma anche alle malattie reumatiche e autoimmuni. Patologie sempre più frequenti rispetto al passato, che colpiscono in tarda età ma non solo, basti pensare all’artrite reumatoide che si manifesta anche a 40 anni e al diabete di tipo 1, che compare nei giovanissimi.

 

Migliorare l’aderenza terapeutica in ambito domiciliare

Queste malattie si possono affrontare con i farmaci, che oggi sono disponibili in formulazioni innovative, più efficaci e con meno effetti collaterali. La terapia farmacologica però da sola non basta. Le patologie croniche richiedono infatti un contatto frequente con il medico curante, il monitoraggio quotidiano di certi parametri, gli interventi nutrizionali, la fisioterapia, l’intervento dello psicologo.
Tutto questo presuppone un accesso alle strutture sanitarie che il malato spesso non può garantirsi, spesso per la disabilità legata alla malattia stessa. E non sempre il sistema sanitario ha le risorse per fornire risposte concrete e soluzioni efficaci al malato e ai famigliari.

 

È quindi urgente ripensare a un nuovo modo di vivere l’assistenza: un’assistenza che non aspetta che sia la persona a rivolgersi alle strutture sanitarie, ma che esce da ambienti ospedalieri e ambulatori per raggiungere il paziente all’interno della propria casa. Che lo prende per mano, lo conforta, gli ricorda l’ora di assunzione dei farmaci, gli è vicino a qualunque ora del giorno e della notte. Un’assistenza che non aiuta solo a vivere, ma a vivere bene e ad avere ancora momenti di piacere nel quotidiano, come è diritto a qualsiasi età e in qualsiasi condizione salute. Numerosi studi confermano che un miglioramento della qualità della vita incide in maniera significatova sull’aderenza terapeutica del paziente.

 

Assistenza domiciliare e telemedicina al servizio del paziente cronico

Occorre approfondire e utilizzare le nuove possibilità che le innovazioni tecnologiche mettono al servizio del paziente. Ne sono esempi il telemonitoraggio e la telemedicina, due ambiti spesso poco conosciuti proprio da chi ne ha più bisogno: i malati. Oggi il digitale permette visite, consulti, invio di analisi del sangue e molto altro attraverso il web, con la comodità di non muoversi dal comfort del proprio ambiente domestico.

Questa modalità esisteva già prima della pandemia di Covid-19, ma è stato proprio il lockdown a farne comprendere a fondo i vantaggi, approdando all’universo del PSP o Patient Support Program (programmi di supporto al paziente): cronico, fragile o con patologie rare. Sono proprio questi i pazienti più a rischio, perché il decorso della malattia e la durata delle cure sono spesso fonte di demotivazione e sfiducia, quindi di scarsa aderenza terapeutica e di peggioramento della patologia stessa. Per questo, il PSP coinvolge il paziente, il medico curante e il caregiver in un ampio processo di gestione della malattia che va ben oltre la semplice ma essenziale somministrazione del trattamento.

 

Approccio umano e modello sanitario moderno

In Italia, un efficiente modello di PSP esiste già. Il leader è Human AssistCare di ItaliAssistenza S.p.A, una Home Care Company che, con il marchio di PrivatAssistenza, da oltre 25 anni assiste a domicilio i pazienti e supporta le famiglie. La mission della società, che opera 24 ore su 24 attraverso 200 centri su tutto il territorio, è sempre stata migliorare la qualità della vita delle persone, di chi è malato e di chi assiste. Human AssistCare dimostra la sua attenzione a queste nuove esigenze: garantire assistenza infermieristica, medica e socio assistenziale con l’efficienza e la preparazione di sempre, avvalendosi però anche degli strumenti di telemedicina. Il servizio può seguire la persona a casa e anche in azienda.

 

Human AssistCare in oltre 15 anni di attività ha seguito oltre 95mila persone in 22 aree terapeutiche, con un organizzato network di oltre 500 operatori sanitari. L’attività si concretizza in un modello operativo che offre servizi domiciliari e telefonici per rispondere alle esigenze del paziente durante il percorso terapeutico, che si tratti di periodi brevi o di lungo degenze legate appunto alla gestione di una malattia cronica. Il servizio estremamente flessibile permette di scegliere diversi tipi di servizi, che possono cambiare nel tempo anche a seconda delle nuove esigenze dell’assistito.

 

La gestione parte da una centrale operativa e da un coordinatore facilitatore, che prende in carico l’assistito, organizzando il percorso di cura in modo personalizzato e continuativo, a seconda delle esigenze del paziente e del caregiver.

 

La presenza di un network di specialisti costituito da medici e operatori socio sanitari assicura una risposta tempestiva a ogni nuova esigenza si presenti e garantisce continuità di assistenza giorno e notte. La piattaforma tecnologica medicale certificata, vero fulcro del progetto, prende in carico il paziente esattamente come farebbe un centro medico tradizionale, creando un costante dialogo con lui attraverso un sistema reminder con sms, email o notifiche. Mette a disposizione sistemi per la diagnostica domiciliare con refertazione di esami che arrivano sul pc o sul tablet e offre kit di telemedicina per il monitoraggio dei parametri che la malattia richiede di controllare: glicemia, pressione arteriosa e così via.

 

In questo modo il paziente si sente seguito nel piano terapeutico e supportato nell’assunzione dei farmaci, proprio come dal medico ma nella sicurezza della propria casa, senza la necessità degli spostamenti in ospedale. Gli esperti sono a disposizione del paziente per accogliere richieste, rispondere a dubbi e dargli rassicurazione a qualsiasi ora del giorno e della notte, in modo sicuro, protetto e concordato con il medico. Questo garantisce un incremento immediato del tasso di aderenza, riuscendo, in caso di programmi personalizzati, anche a raggiungere l’aderenza ottimale della terapia e quindi un migliore controllo della patologia.

 

I vantaggi? Per chi soffre di malattie croniche, avere un’assistenza costante e su misura, aiuta a riprendere un controllo attivo sulla propria salute e sulla propria vita; per il sistema sanitario nazionale i PSP rappresentano una forma di risparmio e di ottimizzazione delle risorse.