Uno dei principali temi emersi dal workshop riguarda la trasformazione dei Patient Support Program, che oggi non sono più semplici strumenti a supporto dell’aderenza terapeutica ma percorsi articolati che integrano servizi sanitari, supporto ai caregiver e strumenti digitali.
Come evidenziato durante l’evento, i PSP più evoluti sono progettati per rispondere ai bisogni complessivi della persona, considerando non solo gli aspetti clinici ma anche quelli organizzativi, psicologici e sociali che accompagnano la gestione di una patologia cronica.
Un approccio che rispecchia la filosofia del “beyond the pill”, sempre più diffusa nel settore healthcare.
Telemedicina, piattaforme digitali, raccolta di dati clinici e Patient Reported Outcomes stanno ampliando le possibilità di monitoraggio e supporto a distanza.
Tuttavia, uno dei messaggi più significativi emersi durante il confronto è che la tecnologia deve essere uno strumento al servizio della relazione di cura e non un sostituto del rapporto umano.
È questo il principio che guida anche il metodo Human AssistCare, basato sull’integrazione tra Digital Health e Human Touch. Un approccio che combina assistenza domiciliare, telemedicina, monitoraggio remoto e supporto professionale per costruire percorsi realmente centrati sui bisogni di pazienti e caregiver.